Pedagaggi
nacque come casale feudale tra la fine del XII e l’inizio del
XIII secolo. Ancora oggi, infatti, gli abitanti della ridente
frazione del comune di Carlentini non hanno dimenticato la cara
e antica consuetudine di chiamare «casale» il loro paese.
Il primo documento in cui si trova
traccia dell’esistenza del «casale» è del 23 luglio 1269.
L’attuale toponimo, risultato di
una graduale trasformazione che nel corso dei secoli ha visto il
«casale» assumere diverse denominazioni sia pure molto simili
fra loro, da «Pidachi» a «Pedagagii», da «Piedachi» a «Picdachi»,
«Pichadachi» e «Picadaci», appare per la prima volta in un
rivelo del 1666 del barone Ingastone Bellacera. Nel 1342, al
tempo del re Ludovico, Pedagaggi ebbe una certa importanza
economica, tanto che, in occasione della battaglia della piana
di Milazzo contro gli angioini che volevano occupare la Sicilia,
Ludovico chiese ad Andrea Rubeo, barone di Pedagaggi, Randachino
e Xirume, quattro cavalieri armati e dodici once. Solo nel 1857
feudo e casale di Pedagaggi vennero annessi al territorio del
comune di Carlentini.
Il
feudo si estinse nel 1889, quando il tribunale di Siracusa
sottrasse tutta la proprietà, per gli ingenti debiti contratti,
al principe Mario Paternò Castello, duca di Carcaci. Oggi la
frazione del comune di Carlentini conta circa mille abitanti.
L’economia poggia essenzialmente sull’agrumicoltura e la
forestazione, ma da alcuni anni si guarda con estremo interesse
all’utilizzo delle risorse paesaggistiche, archeologiche ed
eno-gastronomiche.
Lo scrittore Sebastiano Addamo,
intellettuale tra i più apprezzati del Novecento, nel 1986,
nella prefazione al volume di Giuseppe Pisasale «Pedagaggi:
genesi e sviluppo di un ex casale feudale», scrisse: «A
Pedagaggi continuano a presiedere gli dei agresti della pace e
delle attività semplici ed essenziali della vita».
LINKS:
-
www.prolocopedagaggi.org (sito della Pro Loco di
Pedagaggi)
-
www.unplisiracusa.it
(sito dell'UNPLI Siracusa)
-
www.uncem.it
(sito dell'Unione Comuni e Comunità Montane)
-
www.iblon.it
(testata giornalistica on-line)